48ª edizione

FOLKEST 2026

Siamo al lavoro per creare una nuova ed entusiasmante edizione di Folkest.

Da metà giugno a fine luglio assisteremo ancora una volta a un’esplosione di colori, musica e suoni da tutto il mondo: dalla Nuova Zelanda agli Stati Uniti, dalla Danimarca all’Irlanda, dalla Scozia alla Costa d’Avorio, con concerti in alcune delle ville più belle, castelli e corti rustiche del Friuli. Musicisti delle minoranze etniche europee condivideranno i loro strumenti con artisti provenienti da tutta Italia. E poi ci sono i grandi concerti al Castello di Udine e in altri luoghi importanti, il Premio Alberto Cesa e le proposte del progetto europeo UpBeat

 

Folkest 2026
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Le novità di Folkest

I Nomadi e Angelo Branduardi al Castello di Udine per Folkest. Aperte le prevendite.

Sono aperte le prevendite per due degli appuntamenti più attesi di Folkest 2026: i concerti deI Nomadi...

Premio Alberto Cesa 2026 – Selezioni dal 4 dicembre

Torna l’appuntamento annuale firmato Folkest dedicato al grande musicista torinese Alberto Cesa – Selezioni dal 4 dicembre...

È aperto il bando per l’edizione 2026 di Folkest Showcase-Upbeat

È aperto il bando per l’edizione 2026 di Folkest Showcase-Upbeat, la sezione di Folkest dedicata agli artisti...

Si chiude Folkest 2025: profumi e suoni dall’Italia e dal Mondo fra i Monti, le Valli e le Campagne del Friuli Venezia Giulia

Oltre 13mila spettatori, di cui poco più della metà a pagamento, una prima europea di un progetto...
  • Senza musica la vita sarebbe un errore.

    Friedrich Nietzsche
  • Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela
    di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette.

    Frank Zappa
  • La terra ha musica per coloro che ascoltano.

    William Shakespeare
  • La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.

    Johann Sebastian Bach
  • La vera musica è il silenzio. Tutte le note non fanno che incorniciare il silenzio.

    Miles Davis
  • Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore.

    Bob Marley
  • Impara tutto sulla musica e sul tuo strumento,
    poi dimentica tutto sia sulla musica che sullo strumento e suona ciò che la tua anima detta.

    Charlie Parker

Folkest e il territorio

Folkest ha sempre posto al centro la scelta del luogo (castelli, ville, borghi rustici, piazze antiche, scenari incantati), promovendo una visione ampia dell’evento culturale, diffondendosi a macchia d’olio nel Friuli Venezia Giulia, “portando la cultura dove c’è la gente”. Questa visione è ancora parte fondante del progetto organizzativo, arricchito e ampliato negli anni nel segno di uno sviluppo turistico sostenibile.

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Folkest a San Daniele

Dal 2 al 5 luglio 2026 San Daniele si trasformerà in un borgo in festa all’interno delle antiche mura cittadine: quattro giorni di musica, film, incontri, conferenze, seminari: sui palchi e nelle piazze del centro storico, nelle meravigliose chiese, sotto la quattrocentesca loggia, nell’antica Biblioteca dell’abate Guarnerio, nel parco del castello e nei locali pubblici del centro storico.

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Folkest: premi e showcase

Folkest, un festival a 360 gradi che nel corso dell’anno sviluppa diverse progettualità. Due progetti europei: UPBEAT – the european showcase platform dedicato agli artisti emergenti e l’European Folk Network e due premi, il Premio Alberto Cesa e il Premio Folkest – una vita per la musica.

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47 anni di musica

La nostra storia

Folkest è un festival di frontiera e lungo le frontiere ha sempre indirizzato le proprie scelte artistiche. Frontiere come intersezione di sentieri, scambio meticcio di narrazioni, quel luogo in cui mare e terra si confondono, restituendo talvolta tesori inaspettati, o relitti di immani naufraghi.

Se il confine divide, studiato a tavolino, imposto dai trattati e sugellato dai sigilli, artificiale e quindi sempre difficile da sopportare, arbitrario e scomposto, la frontiera al contrario scompagina le carte, ibrida gli accenti, altera le grammatiche. La terra con le sue diversità offre profumi e stimoli: la pietra, il legno, il clima non conoscono limitazioni imposte dalle diplomazie internazionali, così come i profumi delle cucine, il colore dei piatti, la sapienza del fare tramandata di generazione in generazione e che attinge dai pascoli, dai boschi, dagli orti le stesse risorse, al di qua e al di là di un confine imposto dagli uomini. E la musica!

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